Introduzione: Il carcinoma a cellule renali (RCC) è uno dei tipi più comuni di tumore urogenitale. L'introduzione di combinazioni immunologiche, tra cui la combinazione di inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) o ICI più inibitori della tirosin chinasi (TKI), ha radicalmente cambiato il panorama terapeutico per l'RCC metastatico, mostrando un'efficacia variabile a seconda dei diversi gruppi prognostici in base ai criteri dell'International Metastatic RCC Database Consortium (IMDC).
Materiali e metodi: Questo studio retrospettivo multicentrico, parte del progetto ARON-1, si proponeva di valutare gli esiti di pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico a rischio favorevole trattati con combinazioni immunologiche o sunitinib. I pazienti sono stati valutati in termini di sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e tasso di risposta complessiva. Abbiamo condotto un'analisi di sopravvivenza mediante un modello di regressione di Cox.
Risultati: Un totale di 524 pazienti a rischio favorevole sono stati inclusi nell'analisi. Dopo un follow-up mediano di 37,2 mesi, la OS mediana nella popolazione complessiva è stata di 56,1 mesi. Non vi è stata alcuna differenza significativa nella OS tra i pazienti trattati con sunitinib e quelli trattati con combinazioni di TKI + ICI (p = 0,761). I pazienti trattati con TKI + ICI hanno avuto una PFS significativamente più lunga rispetto ai pazienti trattati con sunitinib (30,7 vs 22,9 mesi, p = 0,007). L'analisi della OS e della PFS in base alla sede metastatica ha rivelato che i pazienti con metastasi ossee hanno beneficiato maggiormente della combinazione ICI + TKI (56 pazienti con metastasi ossee trattati con IO + TKI, 38 trattati con pembrolizumab più axitinib, 15 con cabozantinib più nivolumab e 3 con pembrolizumab più lenvatinib), mentre sunitinib è risultato più efficace per le metastasi pancreatiche e ghiandolari. Inoltre, anche il numero di siti metastatici ha influito sui risultati, con la combinazione di TKI e ICI che si è dimostrata superiore nei pazienti con un singolo sito metastatico. Anche il tempo intercorso tra la diagnosi di carcinoma a cellule renali e la comparsa di metastasi ha inciso sugli esiti, con la combinazione di TKI e ICI più efficace nei pazienti con un intervallo più breve (ovvero < 36 mesi).
Conclusioni: La scelta tra terapia di combinazione o monoterapia per il carcinoma a cellule renali metastatico a prognosi favorevole rimane un tema dibattuto. Sebbene la terapia di combinazione offra una sopravvivenza libera da progressione (PFS) prolungata, non si traduce necessariamente in un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) rispetto al sunitinib. Questo studio in condizioni di pratica clinica reale supporta la superiorità, in termini di PFS, della combinazione di TKI e ICI rispetto alla monoterapia con TKI, ma non in termini di OS. Probabilmente, altri fattori clinici dovrebbero essere presi in considerazione per le decisioni terapeutiche in questo contesto.