Una nuova frontiera nell’uso dell’immunoterapia e delle terapie a bersaglio al posto della chemioterapia nelle fasi perioperatorie in pazienti con neoplasie vescicali

Una nuova frontiera nell’uso dell’immunoterapia e delle terapie a bersaglio al posto della chemioterapia nelle fasi perioperatorie in pazienti con neoplasie vescicali

Lo studio pubblicato dal Professor Andrea Necchi sulla rivista Internazionale Lancet Oncology (Neoadjuvant sacituzumab govitecan plus pembrolizumab, followed by adjuvant pembrolizumab, in patients with muscle-invasive bladder cancer (SURE-02): a single-arm, phase 2 study - ScienceDirect) ha valutato una nuova strategia di trattamento per il tumore della vescica muscolo-invasivo. Il trattamento standard prevede chemioterapia prima dell’intervento e successiva rimozione della vescica, ma circa metà dei pazienti non può o non vuole ricevere la chemioterapia.

Per questo i ricercatori hanno testato un’alternativa nello studio SURE-02, condotto presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Il trattamento combina due farmaci innovativi: pembrolizumab, un’immunoterapia che attiva il sistema immunitario contro il tumore, e sacituzumab govitecan, un farmaco mirato che porta la chemioterapia direttamente nelle cellule tumorali.

Lo studio ha coinvolto 49 pazienti con tumore della vescica non metastatico e non candidabili alla chemioterapia standard. Dopo quattro cicli di terapia, la risposta è stata valutata: alcuni pazienti hanno effettuato l’intervento di rimozione della vescica, mentre altri hanno scelto un approccio di preservazione della vescica con un nuovo intervento endoscopico. Successivamente tutti hanno continuato con pembrolizumab.

Dopo circa 14 mesi di follow-up, il 39% dei pazienti non mostrava più segni di tumore. Tutti questi pazienti erano senza metastasi, anche se in due casi la malattia è ricomparsa nella vescica.

Gli effetti collaterali gravi sono stati limitati (16% dei pazienti), soprattutto diarrea, e non si sono verificati decessi legati al trattamento.

In sintesi, la combinazione di pembrolizumab e sacituzumab govitecan prima dell’intervento potrebbe rappresentare una strategia promettente per preservare la vescica, con remissione completa in circa 4 pazienti su 10. Sono però necessari studi più ampi e con un follow-up più lungo per confermare questi risultati.