Premesse e obiettivo: Nel carcinoma a cellule renali non a cellule chiare (nccRCC) mancano confronti diretti tra combinazioni immunologiche, il che rappresenta un'esigenza insoddisfatta per definire il trattamento ottimale per questa specifica popolazione. Questo studio si proponeva di valutare l'efficacia nella pratica clinica reale delle combinazioni immunologiche nel nccRCC a rischio intermedio/alto.
Metodi: Abbiamo condotto uno studio multicentrico retrospettivo su pazienti (≥18 anni) con nccRCC metastatico trattati con combinazioni immunologiche di prima linea in 56 centri di 17 paesi tra gennaio 2021 e dicembre 2024. I pazienti hanno ricevuto pembrolizumab/lenvatinib, pembrolizumab/axitinib, nivolumab/cabozantinib o nivolumab/ipilimumab. Gli endpoint primari erano la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS), analizzate utilizzando i modelli di Kaplan-Meier e di regressione di Cox a rischi proporzionali, e il tasso di risposta complessiva (ORR) valutato secondo i criteri RECIST 1.1.
Principali risultati e limitazioni: Tra i 323 pazienti analizzati (follow-up mediano: 21,2 mesi), la OS mediana è stata di 31,1 mesi (intervallo di confidenza al 95% [IC] 24,6-40,4), con un tasso di OS a 2 anni del 58%. L'ORR è stato del 38% (2% di risposta completa e 36% di risposta parziale) e la PFS mediana è stata di 13,0 mesi (IC 95% 10,0-17,4). Gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) più gli inibitori della tirosin chinasi (TKI) hanno superato significativamente le doppie combinazioni di ICI in termini di efficacia. Le limitazioni includono il disegno retrospettivo e un bias di selezione.
Conclusioni e implicazioni cliniche: La nostra analisi suggerisce che le combinazioni ICI/TKI rappresentino la strategia ottimale per il carcinoma a cellule renali non a cellule chiare (nccRCC) a rischio intermedio/alto, con pembrolizumab/lenvatinib che mostra benefici significativi. Sono necessari ulteriori studi per convalidare questi risultati.